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Portafoglio da 300.000€: costruire una rendita (Caso Reale)

Il tema della rendita finanziaria e’ uno dei maggiori e piu’ discussi argomenti, che abbracciano svariati motivi. In questo articolo andremo a vedere un caso reale di un cliente, delle dinamiche associate e degli approcci possibili per poter al meglio pianificare una rendita futura, con un tasso di prelievo concreto e sostenibile. Affronteremo sia l’approccio del Safe Withdrawal Rate, che quello definito Bucket Approach (approccio a secchielli).

Profilo dell'investitore

Il profilo dell’investitore di questo caso studio fa riferimento ad una persona tra i 55 e i 60 anni, con una tolleranza al rischio e una capacità di rischio media. Il cliente in questione avrebbe bisogno di una rendita immediata sul breve periodo abbastanza elevata. Nello specifico, stiamo parlando di un patrimonio di 300.000 euro, con una rendita generata da questo patrimonio nel breve periodo di 45.000 euro (quindi il 15% del patrimonio). L’idea sarebbe quella di diminuire o interrompere la rendita nel caso in cui cambiasse la sua situazione personale, e in ogni caso rivalutare annualmente se la situazione personale dell’investitore è cambiata e nel caso adeguare il piano di investimento. 

Una rendita di questo periodo sul lungo periodo è assolutamente insostenibile, il rischio è infatti quello di andare ad erodere troppo il capitale, anche sul breve periodo, di avere quindi un prelievo troppo elevato.

Inoltre, per sostenere una rendita di questo tipo, è fondamentale andare a selezionare degli strumenti in grado di offrire sul breve periodo dei rendimenti così elevati.

 

Safe Withdrawal Rate: cos'è e come funziona

Con Safe Withdrawal Rate (SWR), si intende quel concetto che indica qual’è il tasso di prelievo sicuro di un determinato capitale per un certo orizzonte temporale. Il suo funzionamento dipende da una percentuale fissa di prelievo determinata sulla base delle aspettative economiche, che avverrà in maniera costante in un periodo di tempo predeterminato. Di anno in anno la percentuale di prelievo si aggiorna tenendo conto del tasso di inflazione.

Nel nostro esempio, se impostassimo quindi un SWR del 3% avremmo una rendita annuale di 9.000 euro, mentre il secondo anno sarebbe di 9.000 euro moltiplicato per 1 + il tasso di inflazione.

 Il Safe Withdrawal Rate però non è il modo migliore per generare una rendita, ci sono stati vari studi infatti che dimostrano come avere un approccio variabile nel corso degli anni sia molto meglio, o quantomeno avere una variabilità all’interno dell’approccio. Tendenzialmente, il tasso di prelievo dovrebbe aumentare quando gli investimenti stanno andando bene e diminuire nel caso opposto.
 
Legato al SWR, spesso si sente parlare di “regola del 4%“, ossia la regola per cui un tasso di prelievo efficace storicamente si è dimostrato essere intorno al 4%. Di seguito trovate un’indicazione di Morningstar di quale dovrebbe essere un SWR medio sulla base della composizione del proprio portafoglio di investimenti.
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I problemi del Safe Withdrawal Rate

Nel nostro esempio, purtroppo come dicevamo è molto difficile andare ad individuare l’orizzonte temporale corretto del prelievo. Potrebbe infatti essere dieci anni nel caso in cui il cliente decida di trovarsi un lavoro più flessibile con un reddito più basso, come arrivare a quaranta anni nel caso in cui non ci fosse bisogno di cambiare nulla nel suo percorso di vita e/o lavorativo.

In realtà, questo è un problema molto comune tra gli investitori, che dimostra quanto sia complicato avere un SWR costante tra individui con situazioni differenti. Possiamo infatti affermare che a seconda dell’orizzonte temporale avremo SWR differenti, soprattutto con tassi di prelievo fissi.

La regola del 4% non è valida globalmente perchè gli studi su cui si basa questa regola:

  • sono stati fatti su un periodo di tempo limitato
  • sono stati fatti considerando dati principalmente degli Stati Uniti

Bucket Approach

Il Bucket Approach (o approccio per secchielli), è quell’approccio che divide il tasso di prelievo a seconda delle necessità di breve, medio e lungo periodo. Nel caso specifico, ecco quello che abbiamo impostato insieme al cliente:

  • Breve periodo: il cliente ha bisogno di 45.000 euro (15% del patrimonio), quindi bisogna investire su strumenti cash o cash equivalent. Nello specifico, abbiamo optato per un approccio ladder obbligazionario con flussi di cassa sul breve periodo che vanno a sbloccarsi ogni mese o ogni due mesi
  •  Medio periodo: il cliente sa che avrà bisogno di denaro ma non esattamente di quanto (40% del patrimonio), abbiamo impostato quindi una strategia che ci desse flussi di cassa, quindi sempre obbligazioni, però che si vadano a ridurre a livello di cedole emesse nel corso del tempo. Infatti, la logica sottostante è che la probabilità che avremo bisogno di soldi nel terzo anno andrà a scendere rispetto al secondo, e così via. Questo perchè aumentano le probabilità che il cliente trovi un altro lavoro che gli generi reddito
  • Lungo periodo: il cliente vuole comunque generare dei rendimenti con i suoi investimenti e non solo focalizzarsi sull’estrazione del capitale, motivo per il quale abbiamo concentrato la restante parte del patrimonio (45%) in azioni, oro e commodities.
 
Sarà comunque necessario rivedere il bilanciamento delle varie asset class e del  loro utilizzo a seconda del cambiamento della situazione personale del cliente.

Simulazioni e conclusioni

Andiamo ora a svolgere una serie di simulazioni di Montecarlo, per verificare la bontà della strategia applicata. Queste simulazioni sono fatte prendendo le aspettative di mercato medie da Morningstar e mettendole per la composizione del portafoglio del cliente, utilizzando variabilità e covarianza storica. Queste simulazioni mischiano un numero molto elevato di possibili risultati e creano il prospetto di probabilità di esaurimento del portafoglio in seguito ai prelievi ogni anno.

Cosa succederebbe se dicessimo di volere utilizzare tutto il capitale nel corso di 10 anni? 

Potremmo ad esempio prelevare ogni anno il 10% (30K), senza aggiustare per l’inflazione ogni anno. In questo caso il tasso di successo è dell’81%, e dipende molto dal tasso di inflazione e dalla capacità di ridurre le proprie spese dell’individuo.

 

 

Cosa succederebbe invece se mantenessimo il classico SWR? In questo caso andremmo a prelevare 25K iniziali, che andremmo poi ad aggiustare ogni anno sulla base del tasso di inflazione. Anche in questo caso, il tasso di successo si attesterebbe intorno all’82% con un aumento della probabilità di esaurimento dall’ottavo anno in avanti.

Vi faccio notare che in entrambi i casi sul breve periodo avremmo delle somme inferiori rispetto a quella richiesta dal cliente (45K).

 

 

E se tenessimo un orizzonte temporale di 30 anni? In questo caso la rendita potrebbe essere variabile, prelevando una % del capitale ogni anno. Il vantaggio in questo caso è che non andremo mai ad esaurire il capitale, lo svantaggio invece è che avremo sempre una incertezza su quello che sarà il prelievo fra 15/20 anni ad esempio. Nell’immagine sotto è ben visibile come ci siano casi molto diversi fra di loro a seconda del percentile. In questo caso, sarebbe ancora più ideale avere un approccio variabile che cambi a seconda dell’andamento degli investimenti e delle scelte personali.

 

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