Il mondo degli investimenti è da sempre diviso in due grandi fazioni: da un lato i sostenitori della gestione passiva, dall’altro gli amanti della gestione attiva. Eppure, esiste una terza via che sta guadagnando un terreno straordinario nel panorama finanziario globale. Si chiama Factor Investing (o investimento fattoriale), e oggi ha un nuovo, agguerrito protagonista anche in Europa: Avantis Investors.
Fondata nel 2019 da Eduardo Repetto – ex co-CEO e Chief Investment Officer di Dimensional Investment, la storica casa d’investimento nata dalle teorie del premio Nobel Eugene Fama – Avantis ha vissuto una crescita record, superando i 110 miliardi di dollari in gestione in appena sei anni. Con il recente sbarco dei suoi primi ETF armonizzati (UCITS) sul mercato europeo, gli investitori retail e i consulenti hanno finalmente a disposizione nuovi strumenti per ottimizzare i portafogli.
Ma come funzionano esattamente questi prodotti e perché si parla di gestione sistematico-attiva? Scopriamolo insieme.
La filosofia di Avantis: rigore accademico e flessibilità operativa
L’obiettivo fondamentale di Avantis è semplice ma ambizioso: prendere la solidità scientifica del modello a cinque fattori di Fama-French e applicarla all’interno di un formato ETF aperto a tutti, mantenendo costi estremamente competitivi. Non parliamo di una gestione attiva basata sull’intuito di un gestore che “scommette” su un’azione, ma di un processo rigoroso e basato su regole matematiche.
A differenza dei tradizionali ETF passivi, che replicano fedelmente un indice e muovono il portafoglio solo a scadenze fisse (es. trimestrali), Avantis adotta una discrezionalità operativa quotidiana. Il portafoglio può essere monitorato e modificato ogni giorno per sfruttare i fondamentali aggiornati, valutare la liquidità reale del mercato e minimizzare i costi di transazione. Se un titolo è teoricamente interessante ma manca di liquidità, il team di gestione aspetta il momento propizio, evitando di impattare negativamente sul prezzo a svantaggio dell’investitore.
Cos’è il factor investing e perché è importante per Avantis
Per capire davvero gli ETF Avantis bisogna partire dal concetto di factor investing. Con questo termine si intende una strategia che cerca di aumentare il rendimento atteso del portafoglio esponendosi a determinate caratteristiche dei titoli che, storicamente, hanno mostrato un premio di rendimento nel lungo periodo.
Non si tratta di scegliere singole azioni a sensazione, ma di costruire un portafoglio che favorisca gruppi di aziende con caratteristiche precise. Nel caso di Avantis, i fattori principali sono il value, la profittabilità, la dimensione aziendale e, in modo più operativo, anche il momentum.
Un Valore (Value) più pulito
Il fattore Value identifica le società sottovalutate dal mercato rispetto al loro valore reale. Tradizionalmente si usa il rapporto tra valore contabile e prezzo di mercato (Price-to-Book). Avantis fa un passo avanti: elimina dal calcolo l’avviamento (goodwill) e gli asset intangibili. Negli ultimi decenni queste voci di bilancio sono cresciute a dismisura, perché dopo i cambiamenti del 2001 l’avviamento è cresciuto fino ad arrivare al 40% del valore dell’equity a bilancio in media. Senza questo aggiustamento secondo Avantis si rischia di catalogare come value delle società che sono in realtà molto care. Questa è una prima differenza chiave rispetto a Dimensional che utilizza il classico price to book value.
La profittabilità basata sulla cassa
Non basta che un’azienda costi poco; deve anche produrre utili reali. Per misurare la profittabilità, Avantis utilizza la cash-based operating profitability. In termini semplici, rimuove i ratei e le componenti contabili discrezionali, focalizzandosi esclusivamente sui flussi di cassa operativi effettivi. Questo approccio permette di isolare la reale salute finanziaria di un business in modo più trasparente e statisticamente significativo.
Il fattore momentum
Avantis considera anche il momentum, ma non come strategia principale. Non stiamo parlando di un ETF momentum puro, che compra sistematicamente i titoli saliti di più.
Il momentum viene usato soprattutto come strumento operativo. Per esempio, Avantis può ritardare l’acquisto di un titolo con forte momentum negativo oppure ritardare la vendita di un titolo con forte momentum positivo. L’obiettivo è evitare di entrare troppo presto in aziende che stanno continuando a scendere o uscire troppo presto da titoli che stanno ancora mostrando forza relativa.
Questo rende la strategia più flessibile rispetto a un indice tradizionale, senza trasformarla in una gestione discrezionale pura.
Oltre il classico Value: i due pilastri di Avantis
Identificare i fattori accademici corretti è solo una parte del lavoro. Il vero valore aggiunto sta nel modo in cui questi fattori vengono applicati sul mercato. I tradizionali ETF passivi seguono indici rigidi e aggiornano il portafoglio solo a scadenze fisse, per esempio ogni tre o sei mesi. Questo può portarli a comprare o vendere titoli in momenti non sempre favorevoli. Avantis, invece, utilizza una maggiore flessibilità operativa. Il portafoglio può essere monitorato ogni giorno, valutando prezzi aggiornati, fondamentali societari, liquidità e costi di transazione.
Questo non significa fare trading continuo. L’approccio resta disciplinato e basato su regole. Se un titolo è interessante ma in quel momento è poco liquido, il team di gestione può aspettare condizioni migliori. In questo modo evita di acquistare a prezzi sfavorevoli o di muovere troppo il mercato. Al contrario, quando la liquidità è buona, Avantis può intervenire con maggiore efficienza.
Il principio centrale è l’efficienza. Avantis modifica il portafoglio solo quando il beneficio atteso supera i costi dell’operazione. Non siamo quindi davanti a una gestione attiva tradizionale, basata sulle intuizioni del gestore. Ma non siamo nemmeno davanti a una replica passiva completamente meccanica. È una via intermedia: un processo sistematico, fondato su regole precise, che usa la flessibilità operativa per ridurre turnover, costi e impatto sul mercato.
Gli ETF Avantis disponibili in Europa
Avantis ha iniziato a portare in Europa alcuni ETF UCITS, rendendo la propria strategia accessibile anche agli investitori europei. Gli strumenti disponibili coprono diverse aree geografiche e segmenti di mercato.
Tra quelli più rilevanti troviamo
- ETF globali,
- ETF sui mercati emergenti,
- ETF europei,
- ETF focalizzati sulle small cap value globali.
La caratteristica comune è l’utilizzo di un approccio factor-based, con attenzione a value, profittabilità e implementazione efficiente. I costi di gestione sono generalmente contenuti rispetto a molti fondi attivi tradizionali, pur essendo più elevati rispetto ad alcuni ETF passivi ultra-economici.
Questo è un punto importante: Avantis non va valutata come alternativa a un fondo attivo costoso, ma come possibile evoluzione rispetto a un ETF passivo classico per chi vuole introdurre tilt fattoriali nel portafoglio.
Questa una tabella riassuntiva delle principali informazioni sugli ETF europei di Avantis.
Avantis Global Small Cap Value: perché è l’ETF più interessante
Tra gli ETF Avantis disponibili in Europa, quello sulle small cap value globali è probabilmente uno dei più interessanti, perché permette di esporsi a un segmento di mercato molto studiato ma non semplice da implementare correttamente.
Investire in small cap value significa puntare su aziende di dimensioni più ridotte, spesso meno seguite dagli analisti e scambiate a valutazioni più basse rispetto ai fondamentali. Storicamente questa combinazione ha mostrato un premio di rendimento nel lungo periodo, ma richiede grande disciplina, perché può attraversare anche fasi prolungate di sottoperformance rispetto agli indici globali tradizionali.
Il punto di forza dell’Avantis Global Small Cap Value è che non si limita a replicare passivamente un indice small cap, ma costruisce un’esposizione più mirata verso società con caratteristiche value e di buona profittabilità, mantenendo comunque una diversificazione globale su un ampio numero di titoli. Questo approccio può contribuire a ridurre la concentrazione sui grandi titoli growth, in particolare tecnologici, molto presenti negli indici globali, aumentando invece il peso di settori più ciclici come finanziari, industriali ed energia.
Proprio per questo può essere uno strumento utile per diversificare un portafoglio già costruito su ETF globali tradizionali, ma resta una soluzione da usare con consapevolezza: può aumentare il rendimento atteso, ma anche il rischio di discostarsi dal mercato per periodi lunghi.
Avantis Global Small Cap Value conviene?
L’Avantis Global Small Cap Value può convenire, ma non va considerato come sostituto completo di un ETF azionario globale. È più corretto vederlo come una componente satellite, utile per chi ha già un portafoglio ben costruito e vuole aggiungere un’esposizione più mirata alle small cap value globali.
Può avere senso per investitori con orizzonte temporale lungo, buona tolleranza alla volatilità e convinzione nell’approccio factor investing, soprattutto se l’obiettivo è ridurre la concentrazione sui grandi titoli growth americani presenti negli indici globali tradizionali.
Al contrario, potrebbe non essere adatto a chi cerca massima semplicità, controlla spesso le performance, ha un orizzonte temporale breve o rischia di abbandonare la strategia dopo qualche anno negativo.
In questi casi, un ETF globale classico può essere una soluzione più semplice, più lineare e più facile da mantenere nel tempo.
Quanto peso dare a un ETF small cap value in portafoglio?
Non esiste una percentuale valida per tutti. Il peso dipende dal profilo dell’investitore, dal patrimonio complessivo, dall’orizzonte temporale e dalla struttura del portafoglio.
In generale, strumenti di questo tipo dovrebbero essere inseriti con attenzione. Non serve stravolgere il portafoglio per introdurre un tilt fattoriale.
Per molti investitori, la parte core potrebbe restare composta da ETF globali ampi e diversificati, mentre l’Avantis Global Small Cap Value potrebbe rappresentare una componente aggiuntiva per aumentare l’esposizione a small cap value.
La cosa più importante è evitare l’errore classico: comprare dopo una buona performance recente e vendere durante una fase di sottoperformance. Con i fattori, la disciplina conta più della scelta dello strumento.
Avantis Global Small Cap Value è il miglior ETF small cap value?
Definirlo il migliore in assoluto sarebbe eccessivo. È sicuramente uno degli ETF più interessanti nel segmento small cap value globale, soprattutto per chi cerca un approccio sistematico, accademico e non puramente indicizzato.
Il suo punto di forza è la combinazione tra esposizione factor, diversificazione globale, attenzione alla profittabilità e implementazione flessibile. Tuttavia, non è uno strumento privo di rischi e non è adatto a tutti.
La vera domanda non è se sia il miglior ETF in assoluto, ma se sia il miglior ETF per la tua strategia. E questa risposta dipende dal ruolo che deve avere nel portafoglio.
Conclusione: Avantis è interessante, ma serve disciplina
Avantis ha portato in Europa una proposta molto interessante per gli investitori che vogliono andare oltre il classico ETF globale passivo. L’Avantis Global Small Cap Value, in particolare, consente di esporsi a un segmento potenzialmente remunerativo, ma anche più volatile e complesso.
Il punto chiave è non confondere il rendimento atteso con una promessa di rendimento. Il fatto che una strategia abbia solide basi accademiche non significa che funzionerà sempre, né che sovraperformerà nel breve periodo.
Per questo motivo, l’ETF può avere senso solo se inserito all’interno di una strategia coerente, con un orizzonte di lungo periodo e una forte capacità di restare fedeli al piano anche quando i risultati non arrivano subito.
In sintesi: Avantis Global Small Cap Value è uno strumento interessante, efficiente e ben costruito, ma non è una soluzione magica. Può aggiungere valore a un portafoglio ben progettato, ma richiede consapevolezza, metodo e disciplina.
Domande frequenti sugli ETF Small Cap Value (FAQ)
Che differenza c'è tra un ETF Smart Beta e un ETF sistematico-attivo come quelli di Avantis?
Gli ETF Smart Beta tradizionali seguono un indice rigido costruito su regole fisse (ad esempio, un indice composto solo da aziende ad alto dividendo o a bassa volatilità) e modificano il portafoglio solo durante i ribilanciamenti periodici. Gli ETF sistematico-attivi di Avantis, invece, non si legano alle scadenze rigide di un indice. Pur basandosi su regole matematiche ed accademiche severe (approccio sistematico), i gestori mantengono la flessibilità operativa di comprare o vendere quotidianamente in base ai costi di transazione, alla liquidità del momento e ai prezzi di mercato aggiornati.
Perché le Small Cap Value sono storicamente considerate il "motore" dei rendimenti azionari?
Secondo gli studi accademici dei professori Fama e French, le aziende di piccole dimensioni (Small Cap) e sottovalutate dal mercato (Value) incorporano intrinsecamente un livello di rischio maggiore rispetto alle grandi aziende consolidate (Large Cap Growth). Per compensare questo rischio sistematico, il mercato nel lungo termine tende a riconoscere agli investitori un rendimento extra, chiamato appunto “premio al rischio dimensionale e di valore”.
Cosa si intende per "Value Trap" e in che modo un investitore può difendersi?
Una Value Trap (trappola di valore) si verifica quando un’azione sembra estremamente economica basandosi sui multipli di bilancio classici (es. un basso rapporto prezzo/utili o prezzo/valore contabile), spingendo gli investitori a comprare. In realtà, l’azienda si trova in un declino strutturale da cui non si riprenderà mai, e il prezzo continuerà a scendere. Ci si difende analizzando non solo il costo del titolo, ma anche la qualità del suo business, integrando filtri sulla profittabilità reale (generazione di cassa) ed eliminando asset contabili fittizi o intangibili, proprio come fa il modello di screening di Avantis.
L'investimento nei fattori Value e Small Cap protegge l'investitore durante i crolli di mercato?
No, non è una protezione contro la volatilità. Storicamente, le Small Cap e i titoli Value mostrano oscillazioni di prezzo (volatilità) pari o superiori a quelle del mercato generale. Durante le forti recessioni economiche o i panic-selling di mercato, questi titoli possono subire ribassi significativi, talvolta più marcati rispetto alle aziende Growth a grandissima capitalizzazione. Il loro valore aggiunto risiede nella capacità di sovraperformare nelle fasi di ripresa economica e su orizzonti temporali estesi (almeno 10-15 anni).