Azioni ed ETF per investire in ringiovanimento e longevità

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Negli ultimi anni, alcuni nomi noti della Silicon Valley – da Google (GOOGL) ad Amazon (AMZN) – insieme a diversi grandi investitori di Wall Street, hanno iniziato a destinare capitali ingenti a un obiettivo che non si può acquistare: il tempo.

Che tu sia un investitore privato o Elon Musk, il traguardo finale è lo stesso per tutti. Ma per l’élite globale questa realtà sembra difficile da accettare. Così, per cercare di rinviarla il più possibile, stanno finanziando progetti che promettono di rallentare l’invecchiamento e, in prospettiva, allungare la vita.

In queste righe ti accompagnerò alla scoperta di un trend di investimento sempre più rilevante: il settore del ringiovanimento e della longevità. Vedremo di cosa si tratta, quali sono le tecnologie e le aziende più attive e, soprattutto, come un investitore può prendere parte a questa “corsa contro il tempo” attraverso azioni e ETF quotati in Borsa.

Nota importante: Gli investimenti tematici, come quello nel settore del ringiovanimento e della longevità, possono offrire opportunità di crescita interessanti ma presentano anche alcuni rischi. Il loro andamento dipende spesso da trend specifici, che possono subire rallentamenti o cambiamenti improvvisi. Per questo motivo, è consigliabile che questa tipologia di investimento rappresenti solo una parte limitata di un portafoglio ben diversificato, all’interno di una strategia complessiva costruita in base agli obiettivi e alla tolleranza al rischio dell’investitore.

Perché l'industria del ringiovanimento è di moda?

L’industria del ringiovanimento non riguarda cosmetici o creme, ma tecnologie avanzate per rallentare, fermare o persino invertire l’invecchiamento biologico. Parliamo di riprogrammazione cellulare, terapie genetiche, farmaci senolitici e ricerca su cellule staminali: innovazioni che mirano a prolungare la vita sana e che rappresentano una delle frontiere più interessanti per chi vuole investire nel settore salute.

 

Il settore è sostenuto da alcuni tra i più importanti esperti mondiali, come Peter Attia, David Sinclair e Nir Barzilai, protagonisti di studi, pubblicazioni scientifiche e conferenze internazionali. A livello globale, eventi come il Longevity World Forum riuniscono medici, ricercatori e investitori per discutere di epigenetica, medicina preventiva e stili di vita per un invecchiamento di qualità.

Questa spinta scientifica è alimentata da ingenti capitali provenienti da big tech e fondi specializzati. Jeff Bezos e Yuri Milner finanziano Altos Labs, focalizzata sulla riprogrammazione cellulare; Sam Altman (CEO di OpenAI) ha investito 180 milioni di dollari in Retro Biosciences; Alphabet controlla Calico Labs, impegnata nello studio dell’invecchiamento. Accanto a loro operano fondi di venture capital come Longevity Fund e True North Impact Investing, che sostengono startup in ogni fase di sviluppo.

 

Le prospettive di mercato sono notevoli: secondo Allied Market Research, il valore globale delle terapie anti-invecchiamento passerà da 25,1 miliardi di dollari nel 2020 a oltre 44 miliardi nel 2030 (CAGR 6,1%), con altre stime che parlano di oltre 75 miliardi entro il 2032. Per alcuni esperti, entro il 2040 la longevità potrebbe diventare la più grande industria mondiale, spinta dall’invecchiamento demografico e dall’avanzamento tecnologico, offrendo così un contesto ideale per un investimento consapevole nel lungo periodo.

Come investire nell'anti-invecchiamento?

Bene, e come investire in questo curioso settore? Abbiamo parlato dei mecenatismi dei grandi; Google, Amazon, ecc., ma come di consueto in questa newsletter facciamo un passo oltre scoprendo alcune opzioni di investimento in azioni, e un ETF che raccoglie abbastanza bene l’insieme di tutte loro. O almeno, delle più importanti.

In genrale, come per ogni investimento tematico, è importante valutare attentamente i rischi e non destinare a questo settore una quota eccessiva del proprio capitale.

 

AbbVie

AbbVie Inc. è tra le maggiori aziende farmaceutiche globali, attiva in immunologia, oncologia e neuroscienza. Dalla scissione da Abbott Laboratories nel 2013 si è consolidata come leader del settore, operando in oltre 175 paesi. L’acquisizione di Allergan nel 2020 ne ha ampliato la presenza anche nel segmento estetico anti-invecchiamento (neurotossine e filler dermici).

In termini finanziari, AbbVie ha dimostrato una crescita solida, con entrate in costante espansione grazie al successo delle sue nuove terapie.

abbvie grafico rendimento
  • Utile operativo: l’azienda mantiene margini operativi robusti, che sebbene siano diminuiti negli ultimi due anni, le permettono ancora di offrire un fantastico utile per azione (normalizzato) vicino ai 10 USD per azione.

  • Flusso di cassa libero: AbbVie è riuscita a generare un flusso di cassa stabile, il che le consente di continuare a investire in ricerca e sviluppo, mantenendo al contempo politiche di remunerazione degli azionisti attraenti.

  • Dividendi: attualmente, offre un rendimento da dividendo del 3,3%. Inoltre, ha incrementato il suo dividendo in modo costante dalla sua scissione, riflettendo la solidità del suo flusso di cassa e il suo impegno verso gli azionisti.

In Borsa, il titolo si muove in un canale laterale vicino ai massimi storici (180-200 USD); una rottura al rialzo potrebbe aprire nuove opportunità, ma con un P/E di circa 90 occorre considerare che il mercato sta già prezzando molta fiducia nelle sue prospettive.

 

AstraZeneca

AstraZeneca è una delle big pharma più rilevanti a livello globale, con una forte presenza in oncologia, malattie cardiovascolari, respiratorie, infiammatorie e rare. Negli ultimi anni ha rafforzato la propria pipeline con terapie innovative e una strategia di crescita che punta a superare gli 80 miliardi di dollari di fatturato entro il 2030. Presente in oltre 100 Paesi, combina una solida base di ricavi ricorrenti con un impegno costante in ricerca e sviluppo.

astrazeneca grafico rendimento

Alcuni indicatori finanziari sull’azienda:

  • Utile operativo: margini operativi intorno al 25%, con una crescita dell’11% nei ricavi e del 17% nell’EPS core nel primo semestre 2025.

  • Flusso di cassa libero: circa 8,2 miliardi di USD TTM, in aumento del 17% rispetto all’anno precedente.

  • Dividendi: ad agosto 2025 sono dello 2,08%, payout ~60–73%, politica stabile e sostenibile.

In termini di valutazione, il P/E attuale (27–28×) è inferiore alla media storica, mentre il forward P/E (~16–17×) suggerisce una maggiore attrattività in prospettiva.

Oltre a quelli appena citati, c’è una grande quantità di titoli nel settore del biopharma associati all’industria dell’anti-invecchiamento, ecco alcuni altri esempi:

Aziende

Ticker

ISIN

Longeveron

LGVN

US54303L2034

Seres Therapeutics

MCRB

US81750R1023

BioVie

BIVI

US09074F4054

iShares Ageing Population UCITS ETF

Per chi preferisce un’esposizione diversificata, esiste anche un’alternativa indicizzata focalizzata sul tema della longevità: l’iShares Ageing Population UCITS ETF. Questo fondo tematico-demografico investe in aziende globali che offrono prodotti e servizi destinati alla popolazione over 60, un segmento in costante crescita sia in termini numerici che di potere d’acquisto. Replica l’indice iSTOXX® FactSet Ageing Population, che include società di settori diversi, dalla sanità ai viaggi.

Dati e caratteristiche principali:

  • Replica: fisica con tecnica di “sampling” (campione rappresentativo dell’indice)

  • Composizione: oltre 300 titoli; i primi 10 pesano circa l’8% e includono nomi come Expedia (EXPE) e Booking Holdings (BKNG)

  • TER: 0,40%, tra i più contenuti per questa nicchia, unico ETF a seguire questo indice.

  • Performance: +23% negli ultimi tre anni.

Questo ETF offre un’esposizione tematica unica, consentendo di investire in un megatrend demografico che, secondo molte analisi, avrà un impatto significativo sull’economia globale. Non si limita alla sola biotecnologia anti-invecchiamento: include anche società legate al turismo, alla tecnologia e ai servizi per anziani, settori che beneficeranno di una domanda crescente nei prossimi decenni. Può rappresentare una scelta interessante per diversificare, purché inserito in una strategia di investimento complessiva e non come unica o principale esposizione.

Guardare alla longevità come opportunità di investimento

Il settore del ringiovanimento e della longevità non è più solo un argomento da conferenze scientifiche o riviste di ricerca: oggi è una vera e propria nicchia di mercato in cui confluiscono capitali, talenti e tecnologie all’avanguardia.

Dagli ETF tematici che raccolgono società leader nella “longevity economy” fino alle singole azioni di aziende biotech specializzate in terapie anti-invecchiamento, le possibilità di esposizione sono molteplici. Per l’investitore, significa poter partecipare fin da ora a un trend con prospettive di crescita importanti, legato a un megatrend demografico inevitabile: l’allungamento della vita media.

Come sempre, sarà fondamentale diversificare, monitorare l’evoluzione scientifica e regolatoria e mantenere un orizzonte di medio-lungo periodo. Ma per chi cerca settori innovativi e ad alto potenziale, la longevità potrebbe rappresentare una delle frontiere più interessanti del prossimo decennio, ma va considerato come un’esposizione tematica da integrare con equilibrio all’interno di un portafoglio bilanciato.

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Davide Ravera
Ciao! Sono Davide Ravera, autore di questo articolo, consulente finanziario indipendente iscritto all’Albo OCF e Chartered Financial Analyst®. Come consulente autonomo lavoro nell’esclusivo interesse dei miei clienti, affiancandoli nella gestione degli investimenti e nelle scelte finanziarie più importanti. Se desideri iniziare un percorso di consulenza con me, puoi prenotare qui sotto la tua prima chiamata gratuita.
Andrea Bussoletti - Futura SCF

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